Pierfrancesco's profile...e ora siamo qui, sull...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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...e ora siamo qui, sull'orlo della distruzione, poichè il Regno Del Caos, infine, è arrivato!Noi non prestammo alcuna attenzione alle antiche profezie, come dei folli ripiombavamo nelle vecchie diatribe, e combattemmo così come avevamo fatto per generazioni. Fino al giorno in cui dal celo piovvero fiamme e il nuovo nemico venne tra noi... Benvenuto nel mio Spaces!
June 24 2...Destinazione Paradiso
Un viaggio a senso solo,senza ritorno se non in volo, senza fermate nè confini solo orizzonti neanche troppo lontani....
In questo girotondo d'anime chi si volta è perso e resta qua io so per certo amico mi son voltato anch'io e per raggiungerti ho dovuto correre ma più mi guardo in giro e vedo che, c'è un mondo che va avanti anche se se tu non ci sei più se tu non ci sei più e dimmi perché in questo girotondo d' anime non c'è un posto per scrollarsi via di dosso quello che ci è stato detto e quello che ormai si sa e allora sai che c'è c'è che c'è, c'è che prendo un treno che va a paradiso città e vi saluto a tutti e salto su prendo il treno e non ci penso più un viaggio ha senso solo senza ritorno se non in volo senza fermate nè confini solo orizzonti neanche troppo lontani io mi prenderò il mio posto e tu seduta lì al mio fianco mi dirai destinazione paradiso paradiso città. May 06 Numero 28In Germania si vantano che c'hanno Luca Toni ed è il loro numero 1...ma noi a Solopaca abbiamo un mastro che vale 28,il Grande Zi Turillo e allora se a Toni hanno fatto la canzone per Turillo non deve essere da meno :D
Numero 28(Turillo sei per me)
Rutti vacche birroni e zappe sanmarzane zi Turillo sei per me numero 28
sempre tosto turillo e vintotto pure u vuotto Turillo sei per me numero 28
Brutto wecce mamma mia iammucenne woo woo
Frasci Frasci u figlio e austì amore mio
melugname pasta e patane frascetane Turillo sei per me numero 28
Prego 4 peroncini na cascia di bucch... passa rusone a pava (eeh)
Prego Turillo beve e parte vedi a quante zappe campioni meglio di cicconi
Purpettone vummecone giovanni di rusone Turillo sei per me numero 28
Frascetani co i puapisari se fanno a zappe Turillo sei per me numero 28
Brutto wecce mamma mia iammucenne woo woo
Frasci Frasci u figlio e austì amore mio
Amaretto Zamberletto me votto ndu lietto Turillo sei per me numero 28
Prego acqua benedetta grappa e poi accetta sasicce e pozzeche (EEH)
Prego Peroni e panini a sera bucatini a zi Turillo pigliativillo
Cardarella cucchiarella Patinella Turillo sei per me numero 28
Calderoni telefoni i Rusoni chiamono qui per te numero 28
Brutto wecce mamma mia iammucenne woo woo
Frasci Frasci u figlio e austì amore mio
Pizza e patane arrusecane a come u cane ma per me numero 28
(welcome to the news of the week) Colle so zi Turillo co nu fiaco e vino e no quello piccolo
nooo solopachese e no e coppa u uagno ecco cardallere da tutto il mondo
nooooo ehm ehm a fatica t'accide...nooo soldi birra noooo
Cardarella cucchiarella Patinella Turillo sei per me numero 28
Calderoni telefoni i Rusoni chiamono qui per te numero 28
Brutto wecce mamma mia iammucenne woo woo
Frasci Frasci u figlio e austì amore mio
melugname pasta e patane frascetane Turillo sei per me numero 28 numero 28 numero 28...GAME OVER! May 02 Morte di Uno SqueqquereMORTE DI UNO SQUEQQUERE(da morte di un Poeta dei MCR)
Se dovessi cadere dall'alto monte del titerno sciovolando nella valle del taburno ruculare perduto dindo a nu vallone finchè nun me ferma na vacca o nu pastore se dovessi sparire nei boschi e zi fisella e nn vedere piu' la via del ritorno ma è sempre e soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà ma lasciatemi nella parte piu' strana del mondo ad affogare i cattivi ricordi x le vie e coppa tuocco u squeqquere è da solo e nessuno lo salverà
dopo birre 19, il viale sai come se move davanti agli occhi degli ubriachi frascitti gli immigrati ke s'aizano pe faticane e abbiano iastumare Giulio fashion inseguiva ragazze e telese con ernesto e ntonio murgante ma è sempre e soltano la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà ma lasciatemi qui nella parte piu' strana del mondo ad affogare cattivi ricordi nelle vie di telese lo squeqquere è da solo e nessuno lo salverà
vecchia e lorcia Solopaca pe na crapa ke ritorna si nu lupo ke l'attende al tramonto con la tua puzza di vino ke vommecate e gli skiaffoni x ki è stato rumeno lontano c'era una zoccola e na guagliola un forestiero d'accoppare una bandiera con un santo e nu vecce me è sempre e soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà ma lasciatemi qui nella parte piu' strana del mondo ad affogare i cattivi ricordi x le vie di solopaca lo squeqquere è da solo e nessuno lo salverà March 21 Nuova canzone modificata Tributo a frasci XDUn Frascetano
Bhe si capisce il testo modificato è un italiano di cotugno XD il resto va da se...XD
Lasciatemi mbriacane
con la Peroni in mano
lasciatemi mbriacane
sono un frascetano
Buongiorno guaglione dall'alito fetente
nu male e capo sempre presente
con una birra sempre nella mano destra
e u vommeco sotto la fenestra
Buongiorno frasci con tuoi frascitti
con pochi bar per i troppi viecchi
con le casse di Peroni nel cuore
e tante belle guagliole
sempre meno sole
Buongiorno frasci
buongiorno Marja
con l'uocchi fatti a cannabis attiva
Buongiorno Dio
ricordate e nun fa crepà u fegato mio
Lasciatemi mbriacane
co la Peroni in mano
lasciatemi scolare
stu birrone chiano chiano
lasciatemi mbriacane
perchè ne sono FIERO
sono UN FRASCETANO
UN FRASCETANO VERO
March 19 PER IL RE BORBONE E PER UN FUTURO AL SUDPreso dal sito http://www.ilportaledelsud.org/carmagnola.htm dove potrete trovare molte altre informazioni testi di canzoni o scaricarne alcune liberamente...
È la canzone di guerra dei Sanfedisti, ma nata nel popolo adattando il testo della Ballata “La Carmagnole” cantata dai soldati francesi. È nata, forse, dalla fantasia di qualche cantastorie ed adottata dal popolo che non ha mai appoggiato la Repubblica Partenopea. Vediamo il testo con la traduzione all’impronta, per rendere bene il senso delle frasi.
Commento Un po’ di storia. Carmagnola (To), sotto il dominio dei Marchesi di Saluzzo, aveva una grande produzione di canapa nel suo territorio divenendone anche il più importante mercato della penisola Italia. Dopo l’arrivo dei Savoia, molti canapai se ne andarono in Francia, a Marsiglia, portando i loro usi e costumi ed anche le loro canzoni del lavoro e di protesta contro chi li aveva costretti ad emigrare. I Marsigliesi chiamarono “la Carmagnole” la giubba, le canzoni ed il ballo dei canapai. In piena Rivoluzione, nel 1792, i Sans-coulottes francesi adottarono la giubba. il berretto frigio ed una ballata, con il testo adattato agli avvenimenti, li chiamarono “La Carmagnole”, diffondendoli nell’intera Francia e nei territori conquistati da Napoleone. “La Carmagnole” divenne “la canzone delle Rivoluzioni”, l’invito alla lotta contro i Potenti, per cui Napoleone la vietò nel 1806, ma i popolani d’Europa continuarono a cantarla. La Ballata è stata tramandata in più versioni, tra le quali cito quella con inserito il “ça ira”, e così conosciuta, quella dei Royaliste francesi e la “Napoletana” riportata in questo studio. Inoltre l’originale ha ricevuto un aggiornamento, con aggiunta di strofe, in ogni fase della Rivoluzione Francese e nelle successive, represse nel sangue, del 1849, 1869, 1871 (Parigi), 1898 (Milano, Bava Beccaris su ordine dei Savoia ) e 1917 (Russia). Nel 1799 con l’arrivo dei Francesi, a sostegno della Repubblica Partenopea proclamata dai Giacobini Napoletani, la Carmagnola giunse a Napoli, fu l’unica “cosa francese” accettata dal popolo che, nei cinque mesi di occupazione, modificò nel testo riportato in cui proclama la fedeltà al Re Borbone del popolo, che gli era affezionato, e di chi, pur avendo sperato nella Repubblica, per la cocente delusione, era tornato “borbonico”. Il ritornello di tutte le versioni ripete “suona” e “suona il cannone”, è un invito ai popolani alla rivolta al suono della Carmagnola. Il “Suona” intende veramente “suonare uno strumento” che può essere anche il cannone. Questa danza, e canzone, nel luogo d’origine, Carmagnola, e nelle valli Scrivia, Borbera, Staffora e Trebbia, le zone montane delle quattro province del Genovesato, di cui oggi tre fuori Liguria, è ballata (ancora?) al suono del piffero, mentre a Napoli era ed è cantata e ballata al suono di tamburelli, tricaballacche, scetavaiasse e putipù. Da notare che la Carmagnola è nata, si è evoluta ed è diffusa tutt’oggi nei territori abitati da popoli che parlano lingue (dialetti) dello stesso ceppo, per l’antica origine comune, comprendente i Provenzali, i Liguri, nel senso dell’antico popolo, ed Osci. Infatti le località citate appartengono alla “Liguria preromana” (Carmagnola, le 4 province), alla Provenza (Marsiglia dove la canzone si è evoluta) ed alla Campania (unica variante penisulare). ‘A Carmagnole, la variante napoletana, come nel testo originale del 1792, è composta di otto strofe in ottava rima, intervallate da una quartina di ritornello in due varianti che si alternano. Il testo è schiettamente popolare, con espressioni forse troppo crude, ma incisive, tanto che una traduzione letterale ne annulla tutta l’efficacia. Godiamoci ed analizziamo i versi. I ritornelli sono di due varianti che hanno in comune i primi due versi “Sona sona - Sona Carmagnola”, l’invito alla rivolta, al suono della Carmagnola. Gli altri due versi, nella prima variante “sona li consiglia - viva 'o Rre cu la famiglia!” cioè “suona l’adunata” o “chiama a Consiglio” “Viva il Re e la sua famiglia!”, rafforza la chiamata alla rivolta, nella seconda “Sona lu cannone”, riporta l’originale francese e si traduce “Tuoni il Cannone!”, poi “viva sempe 'o Rre Burbone!”: il Re Borbone che li ha trattati sempre bene, checché ne dica la storiografia che ci propinano a scuola ed in TV. Nella prima strofa si chiama il popolo alla guerra, ogni strumento è in funzione alla rima del tipo di popolano o del nemico da abbattere, “la grancascia, lu popolo bascio” (il popolino), “o tammurriello, li puverielli (i nullatenenti), “la campana, li pupulane (gli artigiani ecc.), “i viuline, morte alli giacubine!” (il motivo della lotta). La seconda narra l’inizio della repubblica, la resistenza dei popolani detti “i Lazzari”, che non vi avevano aderito, asserragliati a Castel Sant’Elmo, un forte massiccio, conquistato dai Francesi di Championnet, accorsi a sostegno della Repubblica “A Sant' Eremo tanta forte l'hanno fatto comm'a ricotta”, la presenza del prete giacobino Antonio Toscano, “a stu curnuto sbrevugnato l'hanno miso 'a mitria 'n capa”, il tradimento dei borghesi e dei cavalieri e lo stupore del popolino “Maistà chi t'ha traduto? Chistu stommaco chi ha avuto?”, chi ha avuto la sfacciataggine di tradire il Re? E' ovvio, i Borghesi ed i Cavalieri, che lo volevano anche imprigionare, non il popolo delle città ed i contadini, che hanno subito le conseguenze del tradimento al Re e la prepotenza francese. Da notare che la “R” di Sant’Eremo, in Osco, si pronuncia “L” dentale, come nel Ligure la R con accento circonflesso, ad esempio Alassio, scritto Arasce e pronunciato Alasce). La terza inizia con la fine della repubblica, il 13 Giugno, S. Antonio da Padova, giorno in cui le truppe del Cardinale Ruffo di Calabria entrarono a Napoli, con la conquista del Forte Vigliena, a levante del Porto. I popolani “'e signure, 'sti birbante, 'e ffacettero 'o mazzo tanto!” ripagarono i giacobini con lo stesso trattamento che avevano ricevuto dai Francesi. La strofa continua descrivendo le angherie che il popolo aveva subito dai Francesi, i veri padroni della Repubblica, mentre i posti di potere erano occupati dai Giacobini “locali”. “So' venute li Francise, auti tasse 'nce hanno mise. "Libertè, ègalitè" : tu arruobbe a mme, ie arrobbe a tte!”. Con l’arrivo dei Francesi sono aumentate le tasse. Le parole “Libertè ed Egalitè”, con “Fraternitè”, erano il simbolo della Rivoluzione Francese, ma per i Napoletani ha significato solo ruberia e malgoverno, tanto da diventare un detto popolare. Mi ricordo che, da ragazzo, sentivo mia nonna, ed altri della sua generazione, dire la frase “Libertè, Egalitè, Fraternitè, spuogliete tu e viesteme ’a mme!”, cioè “Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, spogliati dei soldi e vestiti, che me li metto io”. E con la parlata Osca, tipica del quartiere S. Lorenzo, commentavano il significato riferito alla Repubblica. Quella generazione conservava una memoria storica di circa 150 anni, eppure della scuola del quartiere, la Dante Alighieri, conoscevano solo i muri esterni, che vedevano quando si recavano a Piazza Carlo III. Le strofe seguenti continuano la narrazione delle prodezze dei Francesi. “Li Francise so' arrivate,'nce hanno bbuono carusate” I francesi ci hanno rapato a zero. "Et voilà, et voilà", cavece 'nculo a la libertà!” e dicendo Voilà, addio alla Libertà. “Addò è gghiuta 'onna Eleonora, che abballava 'n copp'o triato? mo abballa mmiez''o mercato: 'nzieme cu mastu Dunato!” Cioè ora non si riesce più ad andare a Teatro, una mania dei Napoletani, per cui Donna Eleonora è costretta a fare spettacolo per strada. Come accade in questi casi, qualche donna si sarà data ai Francesi, per cui “A lu ponte ‘a Madalena, 'onna Luisa è asciuta prena, 'e tra miedece che vanno nun a ponno fà sgravà!”. Cioè al Ponte della Maddalena, verso Forte Vigliena, presidiato dai soldati, donna Luisa è rimasta incinta, ma nessun medico riesce a farla partorire, forse per la battaglia in corso tra i giacobini ed i Sanfedisti il 13 giugno del 1799, che ha liberato Napoli. Nel frattempo la donna Eleonora, che aveva ballato con i soldati, non può più ballare, forse perché è morta, o rimasta ferita o sparita nella confusione della battaglia nelle vie di Napoli. Malgrado le ricerche fatte, non sono in grado di dire se Eleonora sia una ballerina o la Pimentel Fonseca [v. nota in calce], e se la Luisa fosse una popolana o la Luisa Sanfelice [v. nota in calce]. Quindi l’invito ai giacobini a fuggire, per salvarsi. “Pronte so li bastimente, jate 'e corza pè avvià, priparateve esultanti pecchè avite fà partì;” Le navi sono pronte, correte per avviarle e, allegramente preparatevi ché dovete farle partire, di corsa, via! Poi la beffa: “pè lu mare 'nc'è l'inferno li cancielle songo ardente: traditure andate in giù, nun putite arrubbà cchiù!” Nel mare vi aspettano i cancelli infuocati dell’Inferno, andateci dentro, traditori, sono finite le ruberie. E’ la fine della Repubblica e dei soprusi, ritorna il Re Borbone e la vita ritorna serena. Quindi si descrivono le feste: “A lu muolo senza guerra se tirajene l'albero 'nterra,” sul molo, finiti i combattimenti, l’albero della Libertà, simbolo della Rivoluzione e della Repubblica, è stato abbattuto, finalmente! I popolani arrabbiati “afferrajeno 'e giacubine 'e ffacettero 'na mappina!” presero i Giacobini e li ridussero come stracci lerci e maltrattati, per sfogare la rabbia e per qualche vendetta maturata per torti ricevuti. Ogni cambio regime è così, il dittatore caduto ed i suoi seguaci pagano i debiti a chi ha avuto un torto. Peccato che nella storia ufficiale c’è chi condanna chi ha cercato giustizia, per favorire il potente di turno che, chi sa perché, è un seguace del deposto. E’ quello che succede ancora oggi. Poi “E' fernuta l'eguaglianza, è fernuta la libertà. Pè vuie so' dulure 'e panza: signò jateve a cuccà!” Ritornano le parole Libertà ed Eguaglianza,stavolta sono contenti che non vi siano più, per chi le diceva son dolori, per questo, miei signori, andatevene a dormire, non abbiamo più bisogno di voi. La strofa finale è splendida nella sua ironia. “Passaje lu mese chiuvuso, lu ventuso e l'addiruso;” Sono passati tristi i mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo, riportati con i nomi del Calendario Rivoluzionario, i mesi della Repubblica e dei Francesi, quindi “a lu mese ca se mette hanno avuto l'aglio arrete!” cioè nel mese in corso, Giugno, vi è stata la resa dei conti, i Giacobini hanno avuto i danni e le beffe, l’aglio brucia, figurati nel sedere! Il finale è splendido: “Viva Tata Maccarone ca rispetta la Religgione. Giacubine jate a mare mò v'abbrucia lu panaro!” cioè Viva il popolo dei Maccheroni, i Napoletani, che rispettano la religione, negata dai Giacobini. L’invito a questi di buttarsi a mare perchè, riprendendo il discorso dell’aglio, brucia il didietro, “il Panaro”, in sostanza andare a farsi friggere, andarsene a quel paese.
February 21 Anno 2030(tanta nostalgia degli anni '90)CANZONE DEGLI ARTICOLO 31...BASTA LEGGERE PER CAPIRE PERCHE' L'HO MESSA....
Roma 28 Febbraio 2035 ore 18, archivio Nucleo Operativo Comitato Censura Audio, sequestro n 61440031, brano di contenuto sovversivo n 2354779, provenienza Milano blocco Venier, Baraccopoli smantellati, autori processati e condannati a riprogrammazione neuronica, in data 5 Agosto 2031, mix completo. Corre l'anno 2030, e mi ritrovo che di anni quasi ne ho 60, il mio pizzetto è grigio, e di capelli sono senza e Ambra è' il primo presidente donna. Uhuu ! ! Il cielo quasi non si vede più, si esce con la maschera antigas, sull'autobus c'è la business class, e per entrare in chiesa, uhuu, ci vuole il pass. Ormai si parla solo tramite Internet, e il parlamento c'ha la sede ad Hammamet, ci si spara nella metropolitana, fra Nord e Sud c'e' la dogana, pero' tutti si veste Dolce & Gabbana. E la mia mente indietro vola, veloce fila a prima del 2000, tanti anni fa, quando si era in tempo, adesso no, e oltre contro c'erano i pro... perciò... ohh...Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè, era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche'. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica. Siamo nell'anno 2030, loro controllano televisione e radio, c'è un comitato di censura audio, valutano, decidono, quello che si, quello che no, ci danno musica innocua, dopo il collaudo, ci danno San Remo, presenta ancora Baudo, con i fiori e la scenografia spettacolare, quest'anno ha vinto Bossi che e' tornato a cantare, corre l'anno 2030, l'Italia ha venduto il Colosseo alla Francia, Venezia affonda, 2030 e un giorno si e uno si scoppia una bomba, 2030 e stiamo senza aria, ma odio ce ne abbiamo in abbondanza, prima divisero Nord e Sud, poi città e città, e, pensa, adesso ognuno e' chiuso nella propria stanza, l'intolleranza danza, non c'e' speranza, oh...Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noe', era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perchè. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica. Questo e' l'anno 2030 qui chi pensa e' in minoranza, ma non ha importanza non serve piu', uhuu, 2030 l'indifferenza e' una virtu' i cyber-nazi fanno uno show in TV, i liberatori picchiano barboni in nome di Gesu', uhuu, l'inno nazionale suona tipo marcia funebre, il sesso virtuale e' piu' salubre in quanto che c'è un virus che si prende tramite il sudore, e in 90 ore si muore, l'HIV in confronto sembra un raffreddore, é un esperimento bellico sfuggito e il risultato e' che nessuno fa l'amore. E io sono fuorilegge in quanto di questo parlo, in quanto penso a quando questo potevamo anche fermarlo adesso è tardi, per un poeta pirata che spera i bei ricordi e ha...Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noe', era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche'. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica. Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noe', era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche'. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica... January 15 Con una PandaE' molto che non facevo la mia pessima figura modificando canzoni e quindi ho perso un pò la mano,però proverò lo stesso a modificare "con un deca"dei soliti 883 per farvi crepare in corpo(o dalle risate o dal vommeco nell'uno o nell'altro sempre raggiungo il mio obbiettivo eheheh)
Con una Panda(vecchio tipo)
Ne parlavamo tanto tanti anni fa
che con una panda non si può andar via di qua
senza servo sterzo, freni e co e rote lisc
a prima curva vedi come c'allisc
e ci troviamo ancora al punto che
giri per ore alla ricerca di tullio o di achille
alla ricerca pure e nu scasso
ma nun se trova manco pe ngoppa frasso
con una Panda non si può andar via
se vai a Benevento te lassa miezo a na via
fermati n'attimo a nu meccanico
forse patinella uno ngiarmo ce lo farà
con qualche fascetta...
di Claudio neanche l'ombra oramai
era partuto 3 ore fa dalla casa dei suoi.
presto!ambressa chiama la polizia
che forse ce lo recoglie pe via!
Guarda sta là che arriva sgommando
tene i luci du cruscotto che stanno appicciando
freni, olio,motore e pure quella del gas??
chi sa se ce turnamo sta notte a cas...
con una Panda non si può andar via
se vai a Benevento te lassa miezo a na via
fermati n'attimo a nu meccanico
forse patinella uno ngiarmo ce lo farà
con qualche fascetta...
e l'ora che abbiano a parte i film
muntamo nu turbo, stereo e motore audi
ma che cavolo ce vuoi montare?
non ce sta u spazio manco pe ce caricane e putta....
resta la soluzione di andare per le campagne
e di fare rally per ngoppa e muntagne
ma se poi la macchina abbia a bolle?
ce mettimo nu poco e vino così u motore nn fonne!!!!
con una Panda non si può andar via
se vai a Benevento te lassa miezo a na via
fermati n'attimo a nu meccanico
forse patinella uno ngiarmo ce lo farà
con qualche fascetta... I gatti e i cani che non potrò mai dimenticare
essendo un NERD del cazzo non potevano mancarr
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